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Solarussa e il territorio

Chiesa delle Grazie

La Chiesa delle Grazie, ex chiesa parrocchiale, è il Santuario, tra i quattro esistenti, più antico del paese. Il culto per la Vergine delle Grazie, antica patrona di Solarussa, fu diffuso per ordine dell'Imperatrice Irene Daucas, madre di Costantino VI.

La Chiesa venne edificata nella parte più alta del centro abitato, intorno al quale si addensarono le case, probabilmente per proteggerla dalle continue inondazioni che in quel periodo devastavano gran parte dei campi e del territorio abitato.

Il tempio era molto importante e sino alla metà del secolo scorso era considerato come un santuario. Ogni anno nel periodo Mariano, si teneva un pellegrinaggio, al quale partecipavano molti devoti, che provenivano da ogni parte: Campidano, Montiferru, Planargia, Marmilla e Arcidano. L'affluenza al Santuario diminuì man mano che si affermò il culto della Vergine del Rimedio, nei pressi Oristano.

La parte frontale della Chiesa è caratterizzata da un loggiato a tre ordini di archi poggianti su pilastri e, sulla stessa linea, ha due torri campanarie di stile e fattura similari che affiancano la facciata della chiesa e la rendono unica nel suo genere. Questi elementi, al secondo livello, danno origine a una terrazza passante alla quota dalle celle campanarie. Sul filo dell’ingresso vero e proprio, sempre al livello superiore, il motivo architettonico è concluso da una timpanatura (in cui si aprono tre finestre) a segnare le due falde del tetto.

La Chiesa è composta da un'unica navata, con tre cappelle laterali per parte intercomunicanti. Queste, all’esterno, piuttosto che segnare la loro singolarità, sono definite da una struttura muraria compatta. Mentre, all’interno, danno sulla navata con degli archi a tutto sesto, con finiture in stucco e decorazioni a cassettoni attribuibili alla metà del XIX secolo.

Nella zona presbiteriale, l’edificio è concluso da un’abside semicilindrica, con volte a calotta sferica, affrescata dal pittore oristanese Carlo Contini tra il 1933 e il 1936, su incarico del parroco di Solarussa Can. Giuseppe Loy. A seguire la linea delle cappelle, a destra e a sinistra, del corpo absidale, si trovano la sagrestia e l’oratorio dei confratelli dello Spirito Santo.

 

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